Skuola
Alimentare

Ho creato il progetto Skuola alimentare per proporre un modo diverso di approcciarsi all’alimentazione: diffondere un nuovo punto di vista e innovare molti dei messaggi cui oggi siamo sottoposti, ahimè basati sulla dicotomia tra “cibo buono e sano” e “cibo cattivo”, e sulla spropositata attenzione al peso, ai nutrienti, ai grammi e alle calorie.

Questo progetto nasce per:

  1. Parlare al pubblico di oggi, molto diverso da quello anche solo di pochi anni fa. Un pubblico pieno di dubbi, paure, regole da rispettare e con una valanga di informazioni dietetiche contrastanti;
  2. Raccontare l’informazione scientifica con accuratezza;
  3. Non fermarsi all’informazione scientifica: il cibo e l’atto di mangiare sono anche molto altro. 

Mangiare bene non significa mangiare ciò che è sano. Mangiare bene è approcciarsi in modo sano a qualsiasi cibo, con conoscenza, consapevolezza e libertà.

Il concetto di dietistica può essere ricondotto ad Ippocrate che cercò di fondere la pratica medica con le tecniche di cottura e conservazione degli alimenti al fine di migliorare la salute dei greci. 

Il medico che però diede vita al moderno concetto di dieta fu Galeno che concepì il piatto sano come quello in cui le caratteristiche calde e fredde, secche e umide degli alimenti si fondevano in perfetto equilibrio. In epoca romana e fino all’Ottocento la cucina era il luogo dove le caratteristiche degli alimenti e i loro sapori erano sacrificate al fine di creare un piatto composto grazie a più tecniche di cottura e condimento. 

Con l’epoca della rivoluzione industriale e dell’industrializzazione del cibo, con la conseguente nascita delle etichette, gli alimenti strizzano sempre di più l’occhio alla chimica e il passaggio tra equilibrio a totale scomposizione fu quasi un imperativo. Proprio da questa evoluzione possiamo far risalire i moderni concetti di dieta del mondo occidentale: macro e micro nutrienti, cibi buoni e cattivi, scomposti o privati di alcuni elementi.

Le origini della Skuola Alimentare

La tendenza a trovare un colpevole, grazie alla cui eliminazione è possibile raggiungere un peso ideale e un corpo perfetto, è la massima trasposizione del percorso appena spiegato. 

Nasce così il progetto Skuola Alimentare che ha lo scopo di ri-equilibrare la percezione del cibo senza demonizzarlo e senza snaturarlo, ma riuscendo ad apprezzarlo e variarlo il più possibile. E’ altresì importante comunicare al meglio le conoscenze sulla corretta alimentazione per poter scardinare il fenomeno del dieting continuo e dei disturbi del comportamento alimentare.

La dicotomia tra cibo “buono e sano” e “cattivo e tossico”  è figlia di strategie di comunicazioni e di marketing nate tipicamente nella metà del 1900, e che hanno plasmato le nostre percezioni nei confronti di determinati alimenti.

Se anche vi è la volontà di uscire da questi paradigmi, non è semplice comprendere come integrare il nostro desiderio di spensieratezza con la voglia di fare la scelta giusta in termini di salute. 

Ecco perché ad agosto 2018 nasce questo progetto tutto social, gratuito e in continua evoluzione.

La mia Filosofia

Il mio approccio punta a trasmettere un rapporto diverso con il cibo, sia a breve che a lungo termine. Non si parla di valori nutritivi e di calorie: certo, non perchè non esistano o non contino nulla, ma perchĂ© oscurano l’aspetto davvero importante della dietetica: il comportamento e l’educazione alimentare.

Il punto non è dirti cosa mangiare ma raccontartelo considerando anche il come e il perché. 

Per il “cosa mangiare” in termini generalissimi, ho usato Le Linee Guida per una Sana Alimentazione Italiana 2018, un documento gratuito del Ministero della Salute, oltre che uno strumento scientifico strutturato, affidabile e di semplice comprensione. 

Come interpreto queste informazioni?

Un libro o un documento scientifico, per quanto di inestimabile valenza scientifica, deve far fronte ai limiti della carta stampata e della divulgazione che spesso non arriva a tutti. Inoltre, sono documenti che difficilmente vengono aggiornati in tempo reale e che spesso non considerano le sovrastrutture che il pubblico di riferimento potrebbe avere in relazione al contesto dietetico in cui siamo immersi.

Le Linee Guida, infatti, se prese da sole si rivolgono a una sola porta della popolazione, ad esempio quella che consuma troppe bevande zuccherate, troppo sale o troppa carne.

Sui social siamo spesso di fronte ad un’estremizzazione di questi messaggi che da salutistici diventano terroristici, diffondendo la paura degli zuccheri aggiunti, dei grassi saturi, del cioccolato e così via.

#MenoSchemi

Meno Schemi è il mio approccio  all’alimentazione, secondo cui la dieta non deve essere restrizione ma un vero e proprio percorso di “ri-appropriazione” delle corrette informazioni e dei propri segnali interni. Ciò vuol dire uscire dai soliti paradigmi legati alla logica dell’aut aut , del “ormai oggi ho mandato tutto in fumo”, dalla demonizzazione del cibo e dal concetto di sgarro.

“Riduci gli zuccheri aggiunti sì, ma solo se ne abusi e senza demonizzarli”.

Il mio approccio #menoschemi media tra il rispetto delle linee guida e il riconoscimento dei segnali che il corpo tutti i giorni ci dà. L’obiettivo non è vivere in una condizione di dieta perenne ma trasformare il concetto di dieta in un modo di vivere sano, equilibrato sotto ogni aspetto e, ancor più importante, sostenibile nel tempo.

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Da questo concetto che vuole allontanarsi da schemi rigidi, favorendo un approccio basato sul benessere fisico e psicologico della persona, nascono la Consulenza in Studio, la Consulenza Online e la Consulenza Salotto, che consentono di intraprendere dei percorsi alimentari specifici.

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