Vademecum per le feste

Pubblicato il
23 Dicembre 2019

“Come non mangiare troppo a Natale/Pasqua/Capodanno” penso sia la frase più googlata del pre-feste. Ogni anno. E ogni anno non ne usciamo sereni.

Certo, per tantissime cose sarebbe sufficiente non fare grossi errori alimentari PRIMA di queste feste  ma un consiglio in più non fa (quasi) mai male.

Ecco quindi un vademecum pratico, non per spiegarvi come non mangiare troppo ma per farvi capire che non c’è nulla da temere e nulla da fare se non applicare il buon senso. A volte leggerlo nero su bianco aiuta, quindi eccoci qua nel caso in cui foste in difficoltà.

Non farti prendere dall’ansia: c’è cibo per tutti e in quantità

Il buon senso ci dice che possiamo consumare tutte le portate che ci vanno, ma di consumarle senza fretta, facendo delle piccole pause per ascoltarvi e capire se siete sazi o meno.

Se temete che qualcuno vi rubi il cibo fate così: potete farvi un piattino con tutto ciò che viene messo in tavola all’inizio del pranzo così non ci pensate più.

Se siete al ristorante il buon senso dev’essere al quadrato: se ci sono 15 portate + il dolce e vi piacerebbe assaggiarle tutte, magari non riempitevi troppo con pane focacce e grissini.

Rischierete sennò di voler comunque arrivare in fondo ma stando male.

La porzione: non è detto che sia giusta

Non è tassativo consumare la portata completa se non vi va: siamo talmente poco abituati ad ascoltarci che non riusciamo a darci noi lo stop da soli.

Dobbiamo necessariamente vedere il piatto vuoto per fermarci.

Non è così: rallentiamo un attimo e cerchiamo di capire qual è l’ultimo boccone, indipendentemente da quanto è stato riempito il piatto.

Se poi vogliamo evitare sprechi, facciamoci fare porzioni più piccole e piuttosto riprendiamole in più volte.

La scelta

Come per i soldi, quando si tratta di miliardi di portate e noi non abbiamo uno stomaco infinito, dobbiamo agire come se stessimo investendo i nostri risparmi: cosa ne vale la pena?

Il criterio per capire su cosa dobbiamo investire non c’entra nulla con le calorie: c’entra con l’appagamento, c’entra con ciò che è già stato consumato e cosa no, c’entra con i propri gusti personali.

Mangiare mezza forma di pecorino mi soddisferà o preferisco fare il bis di lasagne?

Ecco, non c’è una risposta più corretta di un’altra, non c’è da scegliere un alimento ‘più light’ dell’altro “perchè almeno contengo i danni”: questo non fa altro che lasciarvi insoddisfatti a spiluccare qualsiasi cosa vi passi davanti. 

Bisogna invece scegliere con buon senso per non riempirci di cavolate che ci lasciano un po’ così, non troppo soddisfatti ma sicuramente troppo pieni.

Cerchiamo di prediligere ciò che più ci piace e ci soddisfa.

In questo modo non cercheremo nemmeno di mangiare il mangiabile a-criticamente, ma selezioneremo già in partenza come riempire il nostro stomaco. Esattamente come facciamo ogni giorno, ad ogni pasto 🙂

E’ un pasto come un altro

Nell’ottica per cui il pranzo di Pasqua/Natale/Capodanno (etc etc) è un pranzo più abbondante e gustoso ma è pur sempre un pasto come un’altro, non dimentichiamo la verdura.

Non dobbiamo snobbarla solo per lasciare spazio solo alle cose più accattivanti: è proprio così che instauriamo quel meccanismo aut-aut che ci porta poi il giorno dopo invece a desiderare di nutrirci di sola insalatina scondita.

Ricordate: è solo un pranzo. Più abbondante, ma pur sempre un pranzo. 

Ascoltati

Fermatevi tra una portata e l’altra a pensare: quanto ho fame da 0 a 10? quanto sono sazia/o da 0 a 10?

 

Tenetevi questo articolo sotto mano e pensatemi tra una portata e l’altra 😀

“Il posticino per il dolce c’è sempre”: eh nzomma

Se, arrivati al dolce, siamo fortemente provati possiamo fare due cose: o assaggiamo la porzione di qualcuno oppure ci facciamo conservare una fetta per il giorno dopo.

La nonna sarà ben felice di sapere che non state snobbando il suo panettone ma che ci tenete così tanto a mangiarla che ve la fate mettere da parte.

Il cioccolato a Pasqua e il panettone a Natale sono il vero tasto dolente: se non siete riusciti a fermare l’orda di parenti e alla fine vi ritrovate con un quantitativo di dolci degno di Willie Wonka non temete, c’è la soluzione.

Innanzitutto una fetta o due ci stanno tutte, è tradizione, è buono e ci mancherebbe altro.

Attenzione però a non trovarvi a smangiucchiarlo per un giorno, due giorni, tre giorni, un mese intero. Mangiatene un pezzo, del gusto/tipologia che preferite (ad esempio non per forza cioccolato fondente se magari nemmeno vi soddisfa oppure un panettone/pandoro light, che ogni volta che lo nominiamo un pasticcere muore).

Insomma mangiate ciò che più vi piace e poi basta.

Ciò che avanza potete mangiarlo sempre ai giorni successivi, senza però trovarsi per  un mese intero con il panettone a colazione, merenda, pranzo e cena. Congelate ciò che potete congelare ma non passate la giornata a spiluccare che poi ci roviniamo pure il piacere del dolce. 

C’è un mondo fuori dalla sala da pranzo!

Ricordiamoci che, come in qualunque altra giornata, magari si esce di casa, magari a fare una passeggiata tutti insieme.

Che, attenzione, non è “fate una corsa per smaltire”, mi raccomando.

E’ una riflessione sul fatto che il cibo è qualcosa di stupendo, sia in quanto tale sia come mezzo conviviale, ma a una certa c’è anche il resto.

C’è una partita a tombola, c’è una passeggiata al fresco dopo mesi rinchiusi al lavoro.

Non deve ruotare tutto intorno al cibo. Per questo quando siamo belli sereni e soddisfatti si può andare a fare una passeggiata, si può fare un giro in centro o al mare se siete così fortunati da averlo vicino.

Insomma, diamo al cibo la giusta importanza e il giusto tempo, senza esasperarlo.

Vi mando un abbraccio grosso come una casa e vi auguro buone feste,

Camilla

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