Sulla candida (o meglio, candidosi) vaginale sentiamo dire di tutto ma cosa davvero dice la scienza ad oggi? Molti aspetti sono nebulosi perchè gli studi sono davvero pochi ma vediamo quali sono i punti fermi.
E’ un lievito (e i lieviti fanno parte della famiglia della Famiglia dei Funghi, come ci insegna il nostro biotecnologo Stefano Bertacchi) che può infettare vari distretti corporei, come l’intestino, la bocca e la pelle, ma noi ci occuperemo della zona vulvo-vaginale (VV).
L’insorgenza dell’infezione è associata ad uno squilibrio o ad una carenza di batteri Lattobacilli rispetto alla Candida. Questo porta ad una crescita eccessiva, che causa i sintomi delle infezioni vaginali da lievito.
Il lievito Candida è presente normalmente su tutti noi, maschi e femmine. Semplicemente si può esacerbarne l’infezione come no.
La candidosi vulvovaginale è caratterizzata recidive (RCVV) ed è associata in primo luogo a delle perdite biancastre ma non solo: la candidosi può essere caratterizza da forti dolori, bruciori e fastidi che incidono e non poco sulla qualità di vita della donna.
L’alimentazione non è l’unico fattore, ma sicuramente è un fattore da considerare in prevenzione.
In prima battuta, la dieta dev’essere equilibrata e deve prevedere una regolare assunzione di Lattobacilli: questo significa molto semplicemente che basta assumere alimenti che ne contengono.

Tra questi alimenti c’è lo yogurt (mi raccomando, sceglietelo bene!) oppure il kefir, una bevanda fermentata tipica delle zone del Caucaso.
In alternativa, è possibile scegliere integratori di Lattobacilli vivi.
I veri problemi arrivano però una volta instaurata questa candida. E’ tassativo recarsi dal proprio medico di fiducia ed iniziare un percorso di trattamento farmacologico.
Il ruolo dell’alimentazione è di coadiuvare questo trattamento e nel frattempo prevenire le recidive.
La candida è caratterizzata da recidive, ovvero il suo ripresentarsi almeno 4 volte in 12 mesi.
Ecco che qui si apre il vaso di Pandora di falsi miti e dicerie su cosa mangiare, cosa evitare, che santo pregare per prevenire le recidive da Candida con l’alimentazione.

E’ stato pubblicata nel 2002 una Review che tratta proprio dei falsi miti relativi alla candida vaginali: vediamo quelli che riguardano l’alimentazione (ma vi consiglio la lettura di tutti i punti perchè è davvero molto carino e utile).
Zuccheri semplici e carboidrati raffinati
Si è sempre pensato che andassero evitati perchè ” la Candida se ne nutre“.
Qui c’è un fraintendimento di fondo perchè tutti quanti gli alimenti vengono trasformati in zucchero, non solo gli zuccheri semplici e non solo i carboidrati raffinati, ne abbiamo parlato qui.
L’assenza di questo legame tra zuccheri semplici e candida lo dimostra anche esperimento su un gruppo di pazienti con alterata tolleranza glucidica (ovvero in una condizione che si chiama pre-diabete).
Gli zuccheri semplici e i carboidrati raffinati non sono coinvolti nell’insorgenza della Candidosi.
Questi pazienti sono stati nutriti con una dieta ad alto contenuto di carboidrati raffinati per valutare se cambiasse il numero di colonie di Candida (ricordate che l’infezione è data da uno squilibrio a favore di Candida e a scapito di Lattobacilli?).
Ecco, le colonie di candida non sono aumentate.
Questo ci fa pensare che non siano gli zuccheri semplici o la condizione di pre-diabete o il diabete conclamato, ma il fatto che l’alto consumo di zuccheri semplici, il pre-diabete e il diabete sono legati a condizioni di sovrappeso e obesità.
Sembra in realtà essere un rapporto di causa effetto: è la condizione di sovrappeso o obesità (di solito indicata come BMI o indice di massa corporea), derivante da uno stile alimentare e di vita scorretto, a “causare” la scarsa tolleranza glucidica.
Il circolo vizioso sembra partire dal BMI e non dagli zuccheri.
Ad ogni modo su questo bisognerà ancora indagare, non ci sono dati certi sulla questione e soprattutto non tutte le donne che soffrono di candida sono in condizioni di sovrappeso/obesità o soffrono di alterazione del metabolismo dei carboidrati.
Spesso anche l’aglio è stato indicato come alimento che combatte la Candidosi. In realtà non ci sono prove a sostegno.

Abbiamo visto che non sono gli zuccheri o i carboidrati o chissà che alimento: va considerata tutta quanta l’alimentazione nel suo complesso.
Non c’è nessuna indicazione nel preferire un modello alimentare piuttosto che un altro.
Ciò che sappiamo è che la Candidosi (per lo meno per quanto riguarda le colonie cutanee) viene esacerbata da diete caratterizzate da:
Ragionamento pratico sul punto 3:
Casualmente, o forse no, questi stili alimentari sono anche quelli che portano ad obesità . E l’obesità sembra essere correlata con le recidive.
Secondo me è la cipoll.. lo stile di vita!
Ed è tutto un circolo vizioso che però parte (e forse finisce anche) a partire da uno stile di vita ed alimentare, non da un singolo alimento incriminato.
Quindi non escludete nulla e rivolgetevi a chi può aiutarvi a modificare il vostro stile di vita: ne gioverete molto più che acquistando la polvere di unicorno macrobiotica per preparare deliziosi pancakes di aria fritta.
L’unico alimento singolo che merita una menzione a parte è lo yogurt (o qualsiasi latte fermentato contenente lattobacilli).
Secondo alcuni l’eccesso di latticini causa recidive, secondo altri invece aiutano a ripopolare la colonia batterica dei Lattobacilli diminuendo la frequenza delle recidive.
Una revisione del 2010 conclude che non ci sono evidenze sufficienti per consigliarlo o sconsigliarlo.

Che fare? Evitare l’eccesso e non eliminarli se graditi e ben tollerati, ovvero attenersi alle due porzioni giornaliere consigliate dalle Linee guida per una sana alimentazione.

Ebbene dopo avervi fatto perdere preziosi minuti vi dico che la nostra review conclude così: ad oggi non ci sono evidenze abbastanza forti sul ruolo delle abitudini alimentari nella patogenesi della Candida.
Per questo ad oggi è impossibile fare alcun tipo di raccomandazione dietetica: insomma, non si può dire “è meglio mangiar questo!” e nemmeno soprattutto “evita di mangiare quello!”.
In questo articolo vi ho raccontato solo a che punto è la ricerca oggi, cosa sappiamo e quali sono le future prospettive della ricerca ma, lo scrivo nero su bianco, non esistono raccomandazioni dietetiche specifiche per la candida vulvovaginale.
Riferimenti bibliografici:
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